Elettrodi ad alta frequenza argon vs neon: il gas o il colore del bagliore contano davvero?

Risposta breve: non è mai stata dimostrata alcuna differenza terapeutica tra elettrodi ad argon e al neon: il bagliore violetto contro quello arancione è una distinzione storica ed estetica, non clinica. L'idea che colori di bagliore diversi producano effetti cutanei diversi risale a credenze di cromoterapia non correlate e mai dimostrate dell'inizio del XX secolo, non a prove relative al gas in sé.

Da dove derivano realmente gli elettrodi ad argon e al neon?

Gli strumenti per la cura della pelle ad alta frequenza derivano dai dispositivi a "raggio violetto", costruiti sulla tecnologia degli elettrodi a vuoto sviluppata da Frederick Finch Strong nel 1896, basandosi su precedenti ricerche sulla corrente ad alta frequenza di Oudin, d'Arsonval e Tesla. La produzione commerciale iniziò nel 1903 con l'apparecchio Strong-Ovington, i modelli a batteria seguirono dal 1906, e le versioni domestiche si diffusero dopo la Prima Guerra Mondiale. Secondo un dettagliato resoconto storico su cosmeticsandskin.com, che cita testi originali dal 1908 al 1946, gli elettrodi dell'epoca erano riempiti con vapore di mercurio, neon o argon — ma molti erano in realtà semplicemente aria a vuoto parziale, e il colore del bagliore dipendeva principalmente da quanto forte fosse quel vuoto: un vuoto basso produceva un bagliore rossastro, uno medio un bagliore bluastro, e uno alto un bagliore bianchiccio, in gran parte indipendentemente da quale gas (se presente) fosse effettivamente all'interno.

Quindi il colore del bagliore significa qualcosa per il trattamento?

Secondo la stessa fonte storica, no: la convinzione in effetti specifici legati al colore (bagliore rosso collegato a un effetto "sedativo", blu a "raggi chimici", bianco a contenuto UV) derivava da idee di cromoterapia separate, non correlate e mai dimostrate, popolari a quell'epoca, non da prove specifiche sui dispositivi ad alta frequenza stessi. In termini semplici: l'idea che un particolare gas o colore di bagliore produca un particolare beneficio cutaneo non ha una base dimostrata, né allora né oggi. Vale la pena essere diretti su cosa sia e cosa non sia questa fonte: è un riferimento storico dettagliato che si basa su testi originali dell'epoca, non uno studio clinico moderno sottoposto a revisione paritaria — in gran parte perché non risulta esistere nessuno studio moderno che confronti direttamente elettrodi ad argon e al neon. L'assenza di un simile studio comparativo è essa stessa parte della risposta onesta qui.

Il marketing di questi dispositivi ha mai avuto problemi con i regolatori in passato?

Sì, ed è un contesto utile. Negli anni '40, il governo statunitense perseguì i produttori di dispositivi a raggio violetto per affermazioni false e ingannevoli, il che a quel tempo rimosse diversi dispositivi dal mercato. È un precedente storico diretto del tipo di controllo regolatorio che i dispositivi di bellezza basati su luce ed elettrodi continuano ad affrontare oggi — un ricordo che le affermazioni esagerate in questa categoria non sono un problema nuovo.

C'è altro da sapere su come funzionano questi elettrodi?

Una nota pratica sulla sicurezza: le scintille di un elettrodo ad alta frequenza producono una piccola quantità di ozono, storicamente commercializzato come beneficio contro l'acne. L'ozono è in realtà un irritante riconosciuto, e la stessa fonte storica nota che diverse autorità sanitarie hanno da allora limitato o vietato i trattamenti in salone che generano ozono per questo motivo. Se si nota un odore pungente durante l'uso, è l'ozono — un normale sottoprodotto della scintilla, non un malfunzionamento, ma non è qualcosa da ricercare deliberatamente aumentando l'intensità.

Quindi quale elettrodo scegliere — argon o neon?

In base alle prove disponibili, scegli in base alle preferenze piuttosto che aspettarti un risultato cutaneo diverso. Poiché non esiste alcuna differenza terapeutica dimostrata tra i due gas, la decisione si riduce ragionevolmente a quale colore di bagliore trovi più piacevole da guardare, o a quale forma di elettrodo sia più adatta alla zona che si sta trattando, piuttosto che a qualsiasi affermazione secondo cui un gas tratti la pelle diversamente dall'altro.

In conclusione

La distinzione tra argon e neon negli strumenti ad alta frequenza è storica ed estetica, non terapeutica — nessuno studio ha dimostrato una reale differenza nell'effetto cutaneo tra i due gas, e le affermazioni di beneficio specifiche per colore risalgono a idee di cromoterapia non correlate e mai dimostrate dell'inizio del XX secolo. La vera questione terapeutica per uno strumento ad alta frequenza riguarda la corrente ad alta frequenza stessa e il suo lieve effetto di calore/ozono (trattato nella nostra revisione delle prove separata sugli strumenti ad alta frequenza), non quale gas brilli nell'elettrodo.

Torna al blog